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Mercoledì, 30 gennaio 2008, 14:00  
Comunicato stampa  

LHIVE accoglie con favore la presa di posizione della Commissione federale per i problemi legati all'Aids (CFA)* in merito alla non contagiosità delle persone con l’HIV che assumono con successo, e  sotto controllo medico, una terapia antiretrovirale  (“triterapia”) efficace.  
Noi siamo convinti, che le strategie di prevenzione siano efficaci e durature solo se trasmettono anche informazioni scientifiche valide e importanti.  
Il riserbo, voluto negli scorsi anni nella convinzione di agire a favore delle politiche di prevenzione - contraddicendo però il diritto ad un’informazione chiara e precisa - in realtà  ha creato insicurezza tra gli operatori del settore. Una tale decisione, inoltre, ha contribuito al mantenimento di un clima d’incertezza, o di paura, e all’emarginazione delle persone sieropositive.  
Per questi motivi LHIVE ha sempre lottato, affinché tutte le informazioni scientifiche che riguardano i pazienti sieropositivi, in primis la non contagiosità a determinate condizioni, venissero comunicate con coerenza e trasparenza, sia ai medici e agli operatori sanitari, sia alla popolazione svizzera.  
Questa nuova evidenza scientifica deve anche essere urgentemente presa in considerazione dalla giustizia penale, perché non è più ammissibile che una persona sieropositiva possa venir perseguita penalmente, giudicata e condannata secondo l’articolo no. 231 del CPS per “tentata trasmissione di malattie pericolose per gli essere umani”, se, la trasmissione del virus non è materialmente possibile.  
LHIVE di oppone a qualsiasi tentativo d’imposizione terapeutica alle persone sieropositive; ogni individuo che vive con l’HIV, dovrebbe poter scegliere liberamente quando iniziare una terapia, anche se la decisione viene presa a scopo preventivo e senza che vi sia un’indicazione clinica precisa.  

Per informazioni: Michèle Meyer, presidentessa di LHIVEmobile 076 443 04 48 ; michele.meyer@lhive.ch   * pubblicata nel bollettino dei medici svizzeri





Communicato Stampa

1. dicembre 2007
«Ha l’impressione che io sia una persona positiva? Ha ragione!»
  Le persone sieropositive o malate di Aids mostrano il loro volto.
Il primo di dicembre, in occasione della Giornata mondiale di lotta contro l’Aids, la neonata associazione “LHIVE” cercherà il contatto con la gente. Nelle maggiori città svizzere, persone sieropositive o malate di Aids, si mostreranno in pubblico, perfettamente visibili e disponibili, per dialogare con i passanti. Il messaggio che LHIVE vuole trasmettere è semplice:“Noi siamo il signor Y o la signora X della porta accanto”.   LHIVE, fondata lo scorso 5 maggio a Basilea, riunisce persone che vivono in Svizzera e sono direttamente coinvolte, sia perché sieropositive o malate di Aids, sia perché hanno - o hanno avuto -  legami con persone con l’Hiv. L’associazione lotta per la parità dei diritti, che deve essere garantita in ogni contesto ed essere indipendente dallo stato sierologico; in famiglia o nella società, di fronte alla legge oppure nel campo delle assicurazioni sociali non esiste, infatti, alcuna ragione per emarginare oppure discriminare a causa dell’infezione. Visibilità, collaborazione attiva alle discussioni e alle decisioni che riguardano il mondo dell’Aids, autodeterminazione e responsabilità sono i principi con i quali i membri di LHIVE intendono raggiungere gli obiettivi che si sono prefissi. Attualmente, a LHIVE sono iscritte un centinaio di persone e dieci organizzazioni.   LHIVE è stata accolta con favore e ha ottenuto il sostegno dell’Ufficio federale della sanità pubblica (Sezione Aids), della Commissione federale per i problemi legati all’Aids, di Aiuto Aids svizzero e delle sue antenne regionali. Senza il contributo di chi vive la Sida in prima persona, è impensabile condurre una lotta efficace e credibile.  
Se siete interessati alla nostra iniziativa, potere venirci a trovare sabato 1° dicembre, dalle 13.00 alle 15.00 sui piazzali delle stazioni di Basilea, Berna, Zurigo, Ginevra e Lugano.   Per ulteriori informazioni, interviste, materiale fotografico ecc…: Michèle Meyer, presidentessa di LHIVE, tel. 076 443 04 48 - michele.meyer@lhive.ch .